Una delle domande poste dai nostri pazienti più curiosi è quella relativa alla correlazione tra fumo e malattia parodontale.

In questo breve articolo cercheremo di spiegare i punti salienti di tale relazione, partendo dalla definizione di malattia parodontale.

Con il termine di malattia parodontale si intende un gruppo di patologie infiammatorie che colpiscono il tessuto di sostegno del dente, superficiale e profondo. Nel primo caso si ha il quadro di gengivite; quando invece l’infiammazione si estende oltre la regione gengivale interessando le zone sottostanti che compongono il tessuto di sostegno del dente si avrà il quadro della periodontite o malattia parodontale.

Il principale fattore di rischio alla parodontite è certamente il fumo. Ad oggi non sappiamo con certezza se i danni causati dal fumo siano dovuti alla nicotina o alle svariate sostanze tossiche contenute nella sigaretta.

Ciò che invece risulta noto è l’effetto infiammatorio causato dal calore. Il fumo di sigaretta infatti agiace compromettendo la funzione difensiva, contro i batteri della placca, esercitata dai granulociti neutrofili e dalle immunoglobine A e G.

I soggetti fumatori presentano tasche parodontali più profonde, incremento della quantità di tartaro, maggiore distruzione del legamento parodontale, maggiore distruzione ossea rispetto ai soggetti non fumatori anche in presenza di uguale o, addirittura, minore infiammazione gengivale e quantità di placca batterica.

In soldoni: il fumo è il nemico cardine da eliminare per la salute del nostro tessuto parodontale.

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